Depressione postparto - Patrizia Marzola Psicologa Clinica Fidenza
 

Depressione postparto

Il parto è un momento molto importante per la vita della donna, porta con se molti cambiamenti sia fisici che comportamentali, nel senso che ci si deve abituare a nuove abitudini che portano inevitabilmente ad altri cambiamenti che si ripercuotono sulla sfera famigliare, dunque anche sulla relazione di coppia.

A volte, può succedere che a questi cambiamenti facciano seguito anche altre difficoltà che, agli occhi degli altri rimangono invisibili, perché riguardano il lato più personale della donna, possono essere difficoltà psicologiche che vanno a minare la tranquillità e la gioia legata all’arrivo del nascituro.

DOMANDA: ed è a questo punto che l’ umore depresso può giungere a trasformarsi in una vera depressione che rende grigio e insopportabile ogni giorno, ogni impegno, ogni sorriso?

Si. Occuparsi della quotidianità può diventare insopportabile, e accudire il proprio bambino un compito molto pesante, ci si può sentire inadeguate a svolgere il ruolo di mamma, così nascono i sensi di colpa perché la stanchezza, lo stress, le crisi emotive portano con se pensieri negativi, pessimistici di incapacità, a volte accompagnati anche dal timore a fare del male al bimbo, così la mamma ha paura di se stessa e di quello che potrebbe succedere , e tutto questo la spaventa sempre di più.

Ma dobbiamo ricordare che il parto scombussola il corpo della donna, pensiamo solo al memento in cui ritorna il ciclo mestruale, gli ormoni sono i responsabili delle crisi emotive, che molte donne conoscono da vicino.

DOMANDA: perché riconoscere la depressione post parto è difficile?

Perché non se ne parla, spesso è una diagnosi che non viene fatta, in Italia la depressione post natale o post parto,  è poco conosciuta, riconosciuta e curata. Individuare le donne a rischio di DPN dovrebbe essere un obiettivo prioritario per le conseguenze potenzialmente dannose che questa patologia può avere sullo sviluppo del bambino, sulla relazione di coppia e su tutta la vita familiare in generale.

DOMANDA: quali donne , se è possibile dirlo, sono più soggette ad incorrere a questo tipo di depressione?

Le ricerche indicano che c’è una maggior incidenza e durata della depressione quanto minor sostegno ha la donna, sostegno sia familiare che sociale nel suo insieme, anche una scarsa autostima può incidere, perché viene lesa la capacità di vedere se stesse come mamme adatte alla cura del bambino. Vorrei sottolineare che soffrire di DPN significa soffrire intensamente, e le conseguenze sociali sono gravi, perché la depressione porta ad isolamento, e all’immobilità, mancano le forze per fare tutto, non solo per prendersi cura del bambino ma anche di se stesse.

DOMANDA: di quale aiuto concreto la mamma può avvalersi?

Prima di tutto aprirsi, dichiarare subito il suo malessere, prima lo dice prima può ricevere supporto adeguato. Spesso i mariti/compagni si sentono impotenti perché non capiscono cosa stia succedendo nella loro compagnia, così le incomprensioni rischiano di trasformarsi in ulteriori rotture, invece no le mamme in questo momento delicato hanno assortamente bisogno di conforto e sostegno che solo la vera ed in condizionata comprensione possono dare.

DOMANDA: tu quale trattamento usi nei casi che ti sono capitati?
Un gruppo di ricercatori australiani portano avanti da anni e con successo un instancabile lavoro clinico e di ricerca hanno proposto una valida metodologia di gruppo, l’ho sperimentata e funziona davvero. Il gruppo sfrutta le potenzialità del mutuo aiuto, anche se è un metodologia che funziona benissimo anche a livello individuale.

Si basa su aspetti comportamentali e cognitivi:
 
  • Aumentare le attività piacevoli: molte donne si sentono in colpa nel dedicarsi ad attività piacevoli, quindi il primo punto è superare dunque tutti i sensi di colpa;
  • Potenziare abilità sociali:  nel senso si aiuta a sviluppare le potenzialità comunicative, come ad esempio esprimere i propri bisogni, stati d’animo, necessità, e via dicendo ....
  • Insegnare tecniche di rilassamento per ridurre ansia e irritabilità;
  • Riconoscere e mettere in  discussione le idee e convinzioni irrazionali che determinano i sentimenti di inadeguatezza e i sensi di colpa.

    Nota bibliografica:
    gli autori del modello sono Jeannette Milgrom, Paul R. Martin e Lisa M. Negri
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Dott.ssa Patrizia Marzola
psicologa Fidenza ( Parma)

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