Combattere l'ansia del pubblico - Patrizia Marzola Psicologa Clinica Fidenza
 

Combattere l'ansia del pubblico

Public Speaking: come combattere le difficoltà del parlare in pubblico

  • Cosa ci blocca quando dobbiamo fare un discorso, esporre una relazione?
  • Cosa ci impedisce di far valere le nostre ragioni a voce alta?

Iniziamo con il dire cosa è l’Ansia

È una sorta di congettura poco accurata e poco realistica riguardo possibili pericoli.
È la paura di non saper affrontare quella situazione, la paura di non sapere cosa accadrà, la paura di non saper gestire l’imprevisto.

Tutto ciò ci spaventa, anche situazioni che, in condizioni normali, non ci spaventerebbero, ma che in quel momento, anche se, non ci sono motivi concreti per cui temere la situazione, l’ansia ci fa sentire spaventati.
Così nascono emozioni e convinzioni, accompagnate da una forte attivazione fisiologica che ci provocano un forte disagio e apprensione riguardo al futuro.

Il livello di ansia che ognuno di noi prova dipende da come percepiamo quelle situazioni, ovvero, da quanta preoccupazione esse ci danno.

Ad esempio, se interpreto un evento negativo come una minaccia, tenderò a soffermarmi solo sugli aspetti negativi di quella situazione.
Poniamo il caso di dover esporre una relazione. Se non l’ho mai fatto, posso iniziare a dirmi, che non sono capace, farò sicuramente una pessima figura, tutti rideranno di me, e io non avrò più il coraggio di andare in ufficio e perderò il lavoro.
Passando così dalla preoccupazione al catastrofismo,amplificando le conseguenze  negative, da me immaginate.

È per questo meccanismo che l’ansia viene percepita come una spiacevole sensazione di paura e di apprensione.

Un grande studioso della comunicazione umana asserisce che “Il modo in cui parliamo a noi stessi ci influenza” (Paul Watzlavich).
Così se io immagino che una situazione andrà sicuramente male,si tende ad avverare questa profezia.
Questo avviene per un semplice meccanismo:invece, di impegnarmi al massimo al fine di dare il meglio di me, mi arrendo, e così facendo non faccio altro che trasformare la mia profezia in una realtà!

Vediamo perché l’ansia ci blocca, per poi capire come trasformarla in nostra alleata.

L’ansia ha due componenti:
1. Una risposta fisiologica generale che si verifica quando si percepisce un pericolo. In alcune situazioni minacciose prende il sopravvento il sistema nervoso parasimpatico che, rallenta molte funzioni fisiologiche. Reagiamo in questi casi con un’inibizione automatica simile al comportamento di alcuni animali: tutto si blocca, lasciandoci incapaci di muoverci, parlare o pensare in modo chiaro.
In altre situazioni minacciose, invece, si attiva il  sistema nervoso simpatico, che accelera il funziona,mento di molti organi preparandoci ad un’azione energica. In questo caso, le nostre reazioni fisiologiche testimoniano uno stato di forte attivazione: il cuore accelera, il respiro diventa corto, sudiamo e tremiamo. L’impulso automatico è ad attaccare o fuggire dalla fonte di pericolo.

2. Il significato personale dell’evento. Questo cosa vuol dire? Che l’ansia insorge perché noi abbiamo paura di quella situazione, soprattutto se è nuova. E il livello di ansia provato dipende dal significato che noi diamo a quell’evento.

Ad esempio: come creare un' esperienza positiva di public speaking.
Se io non ho mai parlato in pubblico avrò paura proprio perché è una situazione che io, di fatto, non ho mai vissuto. Non so cosa mi aspetta. Se poi, tutto va bene, per quanto potrò temere il "parlare in pubblico" in futuro saprò come gestirla, proprio perché l’ho già vissuta.
Ecco, come un’esperienza passata positiva ci influenza e determina il modo di vivere quella stessa esperienza nel presente.

Come vincere l’ansia del parlare in pubblico?

Per iniziare dico subito una cosa fondamentale:
L’ansia è positiva, è nostra alleata, e meno male che c’è!
Abbiamo visto poco sopra, come il nostro organismo prende l’energia per agire prontamente.
È l’adrenalina che ci fa sentire un po’ affannati, tesi, sudati, il battito cardiaco accelerato, ci fa sentire eccitati con tanta voglia di fare.
È la nostra benzina, il carburante che ci spinge a fare bene, a dare di più, ad impegnarci.

È quella spinta propulsiva che ci fa sostenere con enfasi ed eccitazione i valori in cui crediamo, le nostre idee, le nostre ragioni.
Provate a pensare a quando siete in compagnia dei vostri amici, e parlate con loro di un argomento che vi sta molto a cuore. Cosa succede al vostro corpo?Non vi scaldate? Non modulate il volume e il tono della voce? Il ritmo aumenta o decelera lungo il discorso?

Siamo  naturali.
Non  ci preoccupiamo di come appariamo agli altri, non pensiamo se i capelli sono a posto, se la giacca è sgualcita o se le parole usciranno nella giusta sequenza.

Perché?
Perché siamo semplicemente concentrati su ciò che stiamo dicendo. Attenti solo che il nostro pubblico capisca ciò che stiamo dicendo.
E sosteniamo le nostre argomentazioni con tutti gli strumenti in nostro possesso per far arrivare agli altri il nostro messaggio: voce e corpo.
 
Ecco come l’ansia ci aiuta a dire ciò che vogliamo dire in modo naturale ed effervescente.
Usiamo dunque l’ansia a nostro vantaggio, è un’amica, non una nostra nemica.

Per rendercela amica va addestrata, come se fosse un cucciolo, una guida, per noi che, ciechi in quella situazione, essa potrà darci quella luce che saprà guidarci, in modo naturale, verso la meta, con successo.

Al contrario, invece, se rendiamo l’ansia nostra nemica, lei ci si rivolterà contro, con tutta la sua potenza: bloccandoci, paralizzandoci, ci renderà schiavi della nostra paura.
Sarà l’ansia a comandare sulle nostre reazioni. Magari, facendoci mettere in scena una sorta di balletto in cui braccia, mani e gambe si muovono per conto loro, come impazzite, senza controllo.

Ecco la parola magica per dominare l’ansia, per ammansirla, per rendercela amica: il controllo della situazione.

E' questa la vera arma per il publick speaking vincente.

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Dott.ssa Patrizia Marzola
Psicologa - Fidenza (Pr) e Albinea (Re)
 
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