Antidoto per la gelosia - Patrizia Marzola Psicologa Clinica Fidenza
 

Antidoto per la gelosia

L'antidoto per superare la gelosia patologica

Oggi parliamo ancora di gelosia, di come superarla, come  vincerla, sempre più lettori mi scrivono chiedendo spiegazioni o antidoti, a questo fenomeno che sembra sia diventato incontrollabile.

Genera sentimenti diversi e contrastanti sia in chi è geloso sia in chi la subisce.

Un antidoto? Non so se ne esista uno, io personalmente penso che entrino in gioco tre aspetti fondamentali, che insieme, concorrono a generare la gelosia eccessiva, chiamata da molti, patologica, responsabile del blocco emotivo provato da chi soffre.

Una premessa: la gelosia è naturale, presa in piccole dosi fa bene al rapporto di coppia stesso. La gelosia naturale, come la chiamo io, è quell’emozione/sentimento che ti fa cercare l’altro, che ci spinge a compiere quelle piccole azioni che fanno sentire il proprio compagno/a importante. Può essere vissuto anche come un gioco di seduzione, uno corre l’altro scappa, ma tutto vissuto in modo gioioso, condito da quell’adrenalina che fa sentire le farfalle nello stomaco .....

La gelosia però può far perdere il controllo e si trasforma in una prigione sia per chi la prova che per il partner che la subisce.

Si vive o si muore per il partner, trasforma il rapporto di coppia in tutto o niente.
I partner s’imprigionano e s’imbrigliano in un costante tira e molla che, a lungo andare, logora sia la mente che il corpo.

Ma allora come uscirne?
Come far rientrare questa emozione?
Come gestire la gelosia patologica?

Entrano in gioco i tre fattori:

  1. La personalità e il carattere;
  2. La qualità del rapporto di coppia;
  3. Il livello di comunicazione e di fiducia reciproca

Quando questi elementi sono in equilibrio la gelosia è quel gioco di cui parlavo prima.

Ma se inizia a deteriorarsi la qualità del rapporto, come ad esempio:
trascuratezza, il dare per scontato l’altro, il non chiedere o ascoltare bisogni, esigenze o semplici sfoghi emotivi, ecco che si inizia a soffrire di solitudine all’interno del rapporto, ci si sente come una mera presenza oggettiva che fa dire “si ci sono solo perché faccio questo o quello, ma io voglio di più, merito di più” .... e questo porta a scalfire la qualità del rapporto di coppia;

così poi subentra  un altro problema: si smette di parlare. Non si domanda più, perché è inutile, l’altro non ascolta; non  si propone più, la coppia si ferma, il rapporto diventa immobile, e questo fa scattare la noia, intesa come appiattimento emotivo.

E se c’è una cosa che ho capito nei rapporti umani è proprio questa: che quando nel rapporto di coppia sopraggiunge questo appiattimento emotivo, vissuto come noia, ci si ribella.

Ribellione che porta a ...? Ad  allontanarsi, questo non significa trovare un altro partner, io parlo della prima e più importante lontananza quella emotiva, il sentirsi soli all’interno del rapporto.

Poi dipende dalle persone, vorrei sfatare quella convinzione che mi sembra un po’ tropo estremista: l’infelicità di coppia non porta sempre al tradimento, diciamo che il tradimento è l’espressione ultima di uno stato di insofferenza di un rapporto, protratto per troppo tempo.

Quindi, la gelosia si trasforma in patologica, in eccessiva, in ossessiva, quando il “geloso” non sa mettere in discussione il suo modo di fare nei confronti del partner, e non sa, o non vuole mettere in discussione i tre fattori di cui ho parlato prima.

Una precisione delicata, ma molto importante: perché ho parlato di carattere e personalità?

Perché anche bassa autostima ed insicurezza personale possono essere la causa di un’eccessiva gelosia incontrollabile, per superarla basta lavorare su questo aspetto, rinforzare l’autostima per sentirsi più forti, più lucidi e più sicuri.


Patrizia Marzola
Psicologa a Parma, Fidenza, Albinea (Re)

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