Animali da compagnia e Pet Therapy - Patrizia Marzola Psicologa Clinica Fidenza
 

Perché gli animali da compagnia nella Pet Therapy?

L’utilizzo di cani da compagnia ai fini di pet the...

L’utilizzo di cani da compagnia ai fini di pet therapy

 E' stato riconosciuto come cura ufficiale dal D.P.C. 28 febbraio 2003: sancisce il ruolo che un animale può avere nella vita affettiva di una persona, nonché la valenza terapeutica degli animali da compagnia.
Nel 2015 è stata approvato l’ACCORDO STATO REGIONI recante le Linee Guida nazionali per gli interventi assistiti con gli animali AAA.
Questo per tutelare sia gli animali, sia le persone a cui viene rivolto l’intervento, determinando così anche il percorso formativo dell’operatore. 
 
Dati scientifici hanno dimostrato che l’interazione con l’animale favorisca i rapporti interpersonali, stimolando ilarità e giocosità e offrendo occasioni di socializzazione [Allen K. Blascovich J., Mendes W.B. (2002)¸Anderson K (2006), Archer J (2011),Coppinger R Coppinger L (2001), Wells D.L. (2004).
 
La relazione con gli animai ci fa sentire bene, utili perché attiva quella parte di noi legata al prendersi cura di qualcuno. Pensate la teoria dell’animale di Archer (2011) afferma che animale è un sostituto affettivo perché apre nei proprietari degli animali da compagnia un forte desiderio di protezione e di cure.
 
Se pensiamo poi che la pratica di tenere animali in casa esiste in molte società con culture diverse fra loro, inoltre gli studi condotti hanno evidenziato l’eterogeneità del rapporto uomo-animale e come esso sia intimamente connesso con dinamiche legate all’istinto parentale, l’influenza sociale, l’isolamento tipico dei contesti urbani, la biofilia (è un'ipotesi scientifica proposta nel 1984 da Edward O. Wilson che rileva empiricamente nell'essere umano la “tendenza innata a concentrare il proprio interesse sulla vita e sui processi vitali ) (Archer, 2011; Herzog, 2011, 2012; Serpell, 1996).
Chi condivide la sua vita con un animale lo considera una parte integrante del proprio nucleo famigliare, con il quale instaura una vera relazione affettiva.
 
Il cane l’animale da compagnia per eccellenza, perché? Perché il cane è bravissimo a leggere e ad interpretare il nostro linguaggio del corpo. Chi vive con un cane ha vissuto sicuramente l’esperienza di essere coccolato e accudito dal proprio amico a quattro zampe quando ad esempio, cade, piange o è triste. Oppure come è condizionata dal nostro tono quando parliamo in casa.
Ad esempio i miei cani e gatti sono molto sensibili al nostro tono emotivo, se io e mio marito stiamo parlando in modo concitato loro ci guardano perché hanno bisogno del nostro segnale (un sorriso e uno sguardo) che dica loro che va tutto bene, stiamo solo parlando!
Quindi cani e gatti sono capaci di mettere in atto tutta una serie di comportamenti non verbali indicatori di affiliazione e legame con il partner umano (Serpell, 1996): ricerca continua di vicinanza (da qui il detto mi segui come un cagnolino!), comportamenti i benvenuto (ti corrono incontro felici di vederti! Cani e gatti i miei lo fanno entrambi), vivono lo stress da separazione invito al gioco, (il mio pastore tedesco afferra la palla e mi invita a seguirlo pe tutto il giardino, è il suo gioco preferito!), reciprocità dello sguardo (è il loro modo per avere conferme da noi quando loro non si sentono sicuri), insomma tutto di loro ci parla della qualità del legame che sanno instaurare con noi.
 
La capacità di agire come costante fonte di compagnia, di conforto e sicurezza nei periodi di solitudine, di offrire affetto incondizionato, è il fattore chiave alla base della potenzialità di utilizzo degli animali come strumentò terapeutico. Come ad esempio in ospedale o case di riposo per anziani dove le persone sono separate dall’affetto e dal supporto dei propri cari. 
La presenza di un animale agisce dunque come rompighiaccio, offre argomenti di conversazione, stimolando comunicazione e interazione sociale (McNicholas, Collis, 2000).
 
Per approfondire
 
  • Allen K., Blascovich J., Mendes .B. (2002), Cardiovascular Reactivity and the Presence of Pet, Friends, and Spouses: the about Cats and Dogs, in “Psychosomatic Medicine”;
  • Anderson K., Olson M. (2006), The Value of a Dog in a Classroom of Children with Severe Emotional Disorders, in “Anthrozoos”;
  • Archer J. (2001), Pet Keeping: A case Study in maladaptive Behaviour, in C.A.Salmon, T.K. Shackelford, The Oxford Handbook of Evolutionary Family Psychology, Oxfotd University Press, New York
  • Archer J., Monton S. (2011) preferences fot Infant Facial Features in Pet Dogs an Cats, in “Ethology”
  • Serpell J. (1996) In the Comany of Animals: A studyof Human-AnimalRelationships, Cambridge University Press, Cambrige
  • Animali terapeutici a cura di Francesca Cirulli Ed Carocci

Dott.ssa Patrizia Marzola psicologa clinica Pet Therapy Fidenza (Parma) 
 

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